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Credo negli universi paralleli
Credo negli universi paralleli.Non come concetto scientifico sterile, ma come spazio interiore vivo, pulsante, reale.Credo che ognuno di noi possieda infiniti universi paralleli in cui vive la vita che desidera davvero.Vite che abitano il subconscio.Vite che osserviamo di nascosto.Vite che non osiamo ammettere ad alta voce, per paura che possano avverarsi.Perché desiderare è pericoloso.Desiderare significa assumersi la responsabilità della libertà.L’esoterismo, le credenze Wicca, le vie iniziatiche insegnano proprio questo:non a fuggire dalla realtà, ma a crearla.A modellare il proprio universo interiore affinché la realtà esterna inizi ad allinearsi.La religione, invece — qualunque essa sia — troppo spesso educa alla paura.Paura di desiderare.Paura di volere di più.Paura di scegliere.Perché chi desidera smette di essere schiavo.E uno schiavo che si libera è sempre pericoloso.La magia non è l’incantesimo sussurrato al buio.La magia è credere profondamente in ciò che fai, in ciò che sei, in ciò che desideri.È un atto di volontà assoluta.E quando volontà, intenzione e fede coincidono… tutto inizia ad allinearsi.Ma bada bene:non dirlo ai credenti.Per loro il destino è già scritto.Tracciato da un Dio che decide, giudica e concede.Un Dio — qualunque nome abbia — che toglie all’uomo la responsabilità di creare se stesso.E quando osi dire che il tuo destino lo scegli tu,quando affermi che puoi plasmare la tua realtà,quando rivendichi il diritto di desiderare…è lì che vieni etichettata.Pazza.Strega.Stregone.Posseduta.E poi arriva lui.Il diavolo.Quello che nessuno ha mai veramente guardato negli occhi.Quello che forse non è il male…ma il simbolo eterno di chi ha osato scegliere se stesso.E se il vero peccato non fosse la disobbedienza…ma la libertà?
Come creo
Articolo 4Come creo il mio personaggio oscuroTutti noi possediamo una parte oscura.Tutti.Siamo luce e ombra, istinto e controllo, bene e male che convivono nello stesso spazio interiore.Eppure nessuno ammetterà mai, apertamente, di sentirsi attratto da una persona oscura, misteriosa o — peggio ancora — cattiva.È socialmente inaccettabile.È moralmente scomodo.Ma la verità è un’altra.Il lato oscuro che fin da bambini ci insegnano a soffocare, reprimere e annientare… è profondamente attratto dal coraggio di chi osa essere egoista, spregiudicato, imperfetto.Dal coraggio di chi non chiede il permesso per esistere.Io creo i miei personaggi oscuri proprio da lì.Dal mio lato cattivo.Da quella parte di me che sono stata costretta a mettere a tacere.Soprattutto quando si diventa genitori, la repressione diventa una virtù.“Comportati come vorresti che si comportassero i tuoi figli.”Un mantra ripetuto come una legge morale.E così crescono educati, rispettosi, gentili.Anche verso chi, forse, meriterebbe solo uno schiaffo metaforico.O una risposta dura.O un limite invalicabile.Guardandoli diventare adulti, mi sono posta una domanda scomoda, quasi proibita:perché non ho insegnato loro a dare pan per focaccia?Perché abbiamo demonizzato la reazione, la rabbia, l’ombra, trasformandole in colpa?Il mio personaggio oscuro nasce proprio da questa frattura.Non è il male assoluto.È la parte che si ribella.È quella voce che dice ciò che noi abbiamo imparato a non dire.Fa ciò che noi abbiamo imparato a non fare.Scrivere di personaggi oscuri non significa glorificare il male.Significa dare forma a ciò che esiste già dentro di noi, ma che non osiamo guardare.E forse è per questo che ci affascinano tanto.Perché vivono, al posto nostro, la libertà che abbiamo sacrificato per essere “giusti”.