Il mito dei Vampiri: Perché la Chiesa li teme così tanto
Il mito dei vampiri: perché la Chiesa li teme così tantoI vampiri abitano la nostra immaginazione da molto prima che la letteratura gotica li rendesse eleganti e notturni.Nascono nei mondi celtici, pagani, esoterici, quando il sacro non era ancora stato addomesticato e il buio non faceva paura, ma rispetto.Erano simboli di cicli, di sangue come forza vitale, di immortalità come continuità dell’essere.Poi arriva l’istituzione.E con lei, la necessità di dividere il mondo in bene e male, luce e peccato, obbedienza e dannazione.Ed ecco il vampiro trasformato nel male assoluto.Ma fermiamoci un attimo.Perché?Perché il vampiro è tutto ciò che un essere umano desidera e che una morale rigida non può permettersi di ammettere.Il vampiro non chiede perdono.Non si sacrifica.Non rinuncia.Il vampiro vive.È potere puro: erotismo che non chiede autorizzazione, fascino che domina senza spiegarsi, ricchezza che non deriva dal lavoro ma dall’essere.E poi c’è la parte più scandalosa di tutte: l’immortalità.Diciamolo senza ipocrisia:chi non ha mai desiderato di non finire?Chi non ha mai sognato di restare, di continuare, di osservare il mondo cambiare senza essere cancellato?La Chiesa non poteva permettersi un simbolo così.Perché il vampiro non promette una vita eterna dopo la morte.La incarna qui.Nel corpo.Nel desiderio.Nel sangue che pulsa.E allora diventa demone.Mostro.Abominio.Non perché uccide.Ma perché non si sottomette.Il vampiro è una figura primordiale che ricorda all’essere umano una verità scomoda:la sensualità è potere,il desiderio è energia,la paura della morte è il miglior strumento di controllo mai inventato.E forse è per questo che, nonostante secoli di condanne morali, il vampiro continua a sedurci.Elegante, oscuro, libero.Immortale non per grazia divina, ma per scelta.La domanda, allora, non è perché il vampiro venga dipinto come il male.La vera domanda è:cosa succederebbe se smettessimo di averne paura?






