Il corpo delle donne non è un campo di battaglia religioso
Viviamo in un’epoca contraddittoria.Da una parte, sempre più persone iniziano a comprendere che il sesso è piacere, scelta, connessione. Non un obbligo.Dall’altra, esiste ancora una realtà brutale che molti preferiscono ignorare.In alcune parti del mondo, donne e bambine non possono scegliere chi sposare. Non possono rifiutare. Non possono decidere del proprio corpo.Esistono pratiche come le mutilazioni genitali femminili, giustificate da tradizioni e credenze, che hanno un solo scopo: controllare il piacere, spegnere il desiderio, ridurre una donna a funzione.Ma non serve andare lontano per trovare altre forme, più silenziose ma non meno inquietanti.Anche in Occidente esistono donne che non hanno mai conosciuto davvero il proprio piacere. Donne che, all’interno del matrimonio, hanno imparato a fingere. A concedersi. A non disturbare.Donne che vivono il sesso come un dovere, non come una scelta.Qui non si tratta di cultura o geografia.Si tratta di educazione.Per secoli, testi religiosi e le loro interpretazioni hanno influenzato profondamente il ruolo della donna nella società.La Bibbia, come molti altri testi sacri, è il risultato di una lunga stratificazione di scritture, tradizioni e riscritture avvenute in epoche lontane dalla nostra, in contesti culturali in cui la donna aveva un ruolo profondamente subordinato.Erano tempi in cui la conoscenza era limitata, la medicina primitiva, e l’uso di sostanze come oppiacei e infusi era parte della vita quotidiana, non così diverso — per certi versi — dal nostro abuso moderno di stimolanti come il caffè.Il punto non è giudicare quel passato.Il punto è capire cosa succede quando quel passato viene applicato, senza filtro, al presente.Quando testi nati in un mondo in cui la donna valeva meno di un uomo vengono presi come verità assolute, senza spirito critico, diventano strumenti di controllo.E lo stesso meccanismo si ritrova, in forme diverse, anche in altre religioni e tradizioni.Ed è qui che nasce il vero problema:quando una credenza diventa più importante della libertà di una persona.Quando il corpo di una donna smette di appartenerle.Non è la fede in sé a essere pericolosa.È l’uso che se ne fa per giustificare il controllo, il silenzio, la sottomissione.Forse non serve distruggere tutto.Forse serve qualcosa di più difficile: imparare a distinguere.Tra spiritualità e imposizione.Tra fede e potere.Tra ciò che eleva… e ciò che limita.Perché la conoscenza non cancella la fede.Ma l’ignoranza, quella sì, può distruggere una vita.✒️ Ilenia Lucarelli










